Trapianti | Il 2017 è stato un anno da record per donazioni e trapianti. Quale il futuro della Rete?
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DOI 10.1709/2919.29326 Scarica il PDF (42,9 kb)
Trapianti 2018;22(1):4-5



Il 2017 è stato un anno da record per donazioni e trapianti. Quale il futuro della Rete?

Un aumento così netto su tutti i fronti non si era mai registrato nel settore dei trapianti negli ultimi dieci anni. A crescere non solo i numeri sulle donazioni e i trapianti di organi, tessuti e cellule ma un’intera rete sanitaria, che dimostra di essere tra le più efficienti del nostro Paese; a beneficiare di questo trend positivo sono i pazienti in lista di attesa che, per il secondo anno consecutivo, registrano un calo.
Il primo incremento ha riguardato l’attività donativa nel suo complesso: nel 2017, ci sono stati 1741 donatori (sia deceduti che viventi); rispetto al 2016 si tratta di un incremento del 9%. Considerando gli ultimi 5 anni (2013-2017), si è evidenziato un deciso trend in ascesa (pari al 29%) riconducibile temporalmente alla riorganizzazione della Rete Nazionale Trapianti. Sono aumentati nel 2017 anche gli accertamenti di morte eseguiti (45 per milione di popolazione rispetto ai 40,8 del 2016) e i donatori utilizzati (1436 contro i 1298 del 2016, +10,5%). Su questo scenario positivo ha influito anche il dato sulle opposizioni alla donazione, pari nel 2017 al 28,7% contro il 32,8% dell’anno precedente (-4,1 punti percentuali).
I dati sulle donazioni hanno inciso in modo positivo sul numero dei trapianti; nel 2017, gli interventi totali (organi prelevati da donatore deceduto e vivente) sono stati 3921 rispetto ai 3698 del 2016 (+6%). Si è trattato di una crescita consolidata che, negli ultimi 5 anni (2017-2013), ha registrato un +27%.
Aumentano i trapianti complessivi di rene (2221 nel 2017 contro i 2076 nel 2016) e di fegato (1304 rispetto ai 1220 del 2016). Sostanzialmente stabili i trapianti di cuore (265 nel 2017- 266 nel 2016) e di polmone (144 nel 2017- 147 nel 2016).
«Questi ottimi risultati - ha commentato Alessandro Nanni Costa, direttore generale del Centro Nazionale Trapianti - sono il frutto del nostro voler fare sistema». E aggiunge: «In questi anni abbiamo sostenuto tutti, ci siamo presi cura delle realtà più critiche così come delle eccellenze. Nessuno è stato mai lasciato solo. Siamo convinti che la crescita è possibile solo se lavoriamo tutti insieme, dalle Regioni ai coordinamenti locali. Questi numeri ci confortano perché testimoniano che la nostra strategia paga». Il direttore del Centro ricorda infine che «la nostra è una rete vivace, all’interno della quale si fanno più di 10 trapianti al giorno con uno dei tassi di successo e di qualità tra i più alti in Europa».
Con l’aumento delle donazioni e dei trapianti si è registrata una flessione dei pazienti in lista di attesa; al 31/12/2017 i pazienti in lista sono stati 8743 mentre al 31 dicembre dell’anno precedente erano 9026. Sono diminuiti, per il secondo anno consecutivo, i pazienti in attesa di un rene (6492 contro i 6842 del 2016; -350 pazienti); sostanzialmente stabili i pazienti iscritti nelle altre liste (fegato, cuore, polmone) rispetto al 2016.
In particolare, nel 2017 si è registrato un ulteriore risultato positivo per i pazienti di difficile trapiantabilità (iperimmunizzati) in attesa di ricevere un trapianto di rene; nell’anno passato sono stati eseguiti 64 interventi in favore di pazienti iperimmunizzati, contro i 31 nel 2016, i 32 del 2015 e i 30 del 2014. Il totale dei pazienti che hanno transitato in questa lista nel corso dell’ultimo anno è pari a 252; si ricorda che il programma iperimmuni è nazionale e che fornisce una risposta a quei pazienti che in 8 anni non avevano potuto trovare un organo compatibile a livello regionale.
Infine, nel 2017 è proseguito l’incremento delle donazioni e dei trapianti da donatori a cuore fermo; gli accertamenti con criteri cardiaci sono stati 55 (contro i 21 dell’anno precedente), i donatori utilizzati sono stati 32 (rispetto ai 14 del 2016) e i trapianti eseguiti sono stati 63 contro i 34 del 2016.
I dati preliminari al 31/12/2017 sui tessuti indicano un aumento delle donazioni (14.484) su quasi tutte le tipologie di tessuto; i trapianti subiscono alcune variazioni e si attestano sui 16.222 interventi.
Anche il settore delle cellule staminali emopoietiche ha segnato per l’attività trapiantologica una crescita mai registrata negli ultimi anni; nel 2017 i trapianti da donatore non familiare hanno superato quota 800 (838 contro i 778 nel 2016 e 728 nel 2015). I potenziali donatori iscritti al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo - IBMDR sono stati 392.873 al 31/12/2017 mentre al 31/12/2016 erano stati 380.594; nell’anno passato ci sono state circa 25.000 nuove iscrizioni al Registro IBMDR. Un ultimo record: nel 2017 ci sono stati 225 donatori adulti volontari (erano stati 208 nel 2016 e 190 nel 2015).
È continuato inoltre il percorso di attivazione nei Comuni italiani del servizio di registrazione della dichiarazione di volontà sulla donazione di organi e tessuti in occasione del rilascio/rinnovo della carta d’identità. All’11 gennaio 2018 i Comuni che hanno avviato questa procedura sono stati 2217 contro i 1374 nel 2016. Ad influire su questo incremento c’è anche l’adozione progressiva da parte dei Comuni della Carta d’Identità Elettronica (CIE). Grazie al servizio di espressione di volontà negli uffici dell’anagrafe si sono raccolte in media 2000 dichiarazioni al giorno; l’81,7% delle manifestazioni di volontà rese al Comune è positivo.
È proseguito senza sosta l’impegno sul fronte della sensibilizzazione e informazione sui temi della donazione e del trapianto. La campagna nazionale di comunicazione, “Diamo il meglio di noi”, ha all’attivo 36 grandi organizzazioni pubbliche e private. Nel 2017 la campagna si è aperta anche alle Regioni, proponendo percorsi e iniziative di comunicazione coordinate sul territorio e in sinergia con i coordinamenti regionali trapianti. Ad oggi, le Regioni che hanno aderito sono la Sicilia, il Lazio, la Puglia e la Lombardia.
Con questi risultati ben chiari in mente il Centro Nazionale Trapianti guarda al futuro; il 2018 si è aperto con gli “Stati Generali della Rete trapiantologica” (ndr. in questo numero troverete una sezione dedicata ai Poster presentati). Nel corso della due giorni svoltasi a Roma l’8 e il 9 di marzo la riflessione è stata incentrata sui cambiamenti intercorsi negli ultimi anni e sulla loro gestione nel futuro. Nell’ambito del procurement e del trapianto di organi, tessuti e cellule, infatti, si sta assistendo, negli ultimi anni, ad una importante evoluzione dei processi e delle pratiche cliniche, così come degli assetti organizzativi e degli standard di qualità e sicurezza. Sempre di più la Rete ha il compito di connettere tra loro i livelli di indirizzo e programmazione dei coordinamenti nazionali e regionali con quelli organizzativo-gestionali delle strutture locali.
È in questo scenario che si inseriscono la promozione e lo sviluppo o il consolidamento dei programmi innovativi, tra cui in primis quelli della donazione a cuore fermo, della perfusione degli organi e del trapianto di microbiota, o come l’applicazione di nuovi regolamenti, linee guida e protocolli, fra i quali le nuove raccomandazioni cliniche per la sicurezza, quelli concernenti i requisiti minimi per l’autorizzazione delle strutture e i nuovi modelli organizzativi per il procurement o ancora l’implementazione di nuovi strumenti di monitoraggio e valutazione, come i registri dedicati.
Tutto ciò senza dimenticare quelli che sono stati i risultati ottenuti in questi ultimi anni attraverso programmi di coordinamento nazionale di allocazione degli organi e dell’analisi dei risultati di outcome dei trapianti di cellule staminali emopoietiche che permettono all’Italia di porsi, per questa tipologia di trattamento, tra i primi paesi europei e del mondo. Il confronto e le interazioni con gli altri paesi europei hanno permesso, e nel futuro lo permetteranno sempre di più, di creare sinergie finalizzate a sviluppare programmi di trapianto sovranazionali come ad esempio il cross over.  


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