Gli Stati generali della Rete trapiantologica italiana 2019

Massimo Cardillo

Direttore del Centro Nazionale Trapianti, Roma.

Pervenuto il 9 dicembre 2019.

Dal 6 all’8 novembre 2019 si è tenuta la quarta edizione degli Stati generali della Rete trapiantologica italiana. Si è trattato di un evento atteso che interviene a chiosare il ventesimo anno della Rete trapiantologica italiana. Nell’ambito del procurement e del trapianto di organi, tessuti e cellule stiamo assistendo a una importante evoluzione dei processi, delle pratiche cliniche, e degli assetti organizzativi, con l’obiettivo di incentivare la donazione e rispondere alle esigenze di cura di pazienti affetti da insufficienza d’organo terminale.

Gli Stati generali sono stati l’occasione per fare il punto sugli sforzi che la Rete sta compiendo sui programmi di allocazione a tutti i livelli, sulla trasparenza e l’equità del sistema, sul sistema logistico. Si è discusso delle strategie di incremento dei prelievi da donatore vivente e di consolidamento di innovazioni come la donazione a cuore fermo e la perfusione degli organi, e di come l’utilizzo di nuovi farmaci e l’acquisizione di nuove conoscenze consentano l’utilizzo di donatori fino a poco tempo fa considerati non idonei per l’elevato rischio di trasmissione al ricevente di malattie infettive o neoplastiche. Temi centrali sono stati la comunicazione con le famiglie e i pazienti e la corretta informazione quale strumento di lavoro tra gli operatori coinvolti e base delle relazioni con i media e i cittadini. Infine, sono state affrontate nel dettaglio e con una sessione dedicata le problematiche collegate al trapianto di cellule staminali emopoietiche e, per la prima volta nell’ambito degli Stati generali, sono stati discussi aspetti relativi alla donazione di gameti eterologhi in Italia. Del successo degli Stati Generali va ringraziata davvero tutta la Rete che ha partecipato compatta e con entusiasmo. Come ogni anno è stata prevista anche una sezione poster i cui contenuti sono disponibili su questo numero della rivista.

Oltre che per le tante novità in programma, l’edizione di quest’anno ha assunto dei toni e un’importanza particolare anche per un anniversario che la Rete merita di festeggiare: quello dei vent’anni della legge 91/99. La storica approvazione di quel provvedimento impresse una svolta decisiva all’attività di donazione e trapianto nel nostro Paese, grazie alla quale il nostro sistema si è affermato come un’eccellenza del Servizio sanitario nazionale riconosciuta a livello internazionale. Il 7 novembre scorso, all’interno del programma degli Stati generali, si è tenuto un evento celebrativo che ha coinvolto, attraverso video, interviste e alcuni momenti di spettacolo, i protagonisti della nostra Rete: operatori sanitari, pazienti trapiantati, familiari dei donatori e le associazioni che promuovono la cultura della donazione. Un tributo doveroso a chi, quotidianamente e con impegno, lavora per la salute e per la vita di migliaia di malati: questo è il volto della Rete trapiantologica italiana.

L’approvazione di quello storico provvedimento impresse una svolta decisiva grazie alla quale l’Italia è passata dall’essere un Paese di emigranti del trapianto a eccellenza riconosciuta a livello mondiale. A parlare sono i numeri: l’attività di donazione è praticamente raddoppiata (+94%); mentre i trapianti sono cresciuti del 58%. Nel 1998 le liste d’attesa includevano 13mila pazienti, mentre ora sono meno di 9mila, e complessivamente sono diminuiti i tempi medi di attesa per un trapianto: nel caso del rene, l’organo più trapiantato, oggi un paziente aspetta in media 24 mesi contro i 36 del 2002. Anche l’attività del trapianto di cellule staminali emopoietiche ha segnato una crescita esponenziale: i donatori al registro IBMDR sono aumentati del 132% e il numero di trapianti da donatori volontari non consanguinei è passato dai 133 del 1999 agli 848 del 2018, e hanno superato complessivamente quota 10mila.

Continuiamo a lavorare nella convinzione che tanto è stato fatto e che tanto possiamo fare per costruire strategie rinnovate per incentivare la donazione e per rispondere sempre meglio alle esigenze di cura di pazienti affetti da insufficienza d’organo terminale.

VOCE DI VOLTI

20 anni di Rete trapiantologica italiana

Il racconto dei primi venti anni della Rete attraverso le voci e i volti di protagonisti del quotidiano; uno sguardo verso il passato per capire da dove siamo partiti e il racconto del presente per mostrare a tutti dove siamo arrivati: così abbiamo immaginato dovesse essere “Voce di volti”. Nel corso dello spettacolo, nei video-racconti e sul palco dell’Auditorium Antonianum, si sono alternati istituzioni, operatori della Rete, volontari, pazienti, operatori dell’anagrafe.

Di seguito alcune foto per avere un ricordo della giornata del ventennale, nell’auspicio di ritrovarci ancora a sorridere e condividere le esperienze di un lavoro che è fatto di persone, di incontri e di legami come solo in una Rete solida può accadere.

Fotografie © Teresa Mancini